Il 7 o il 10 gennaio gli studenti, gli insegnanti e il personale torneranno a scuola dopo le vacanze natalizie.
Solo ieri (5 gennaio) il Consiglio dei Ministri ci ha aggiornati su cosa intende fare il governo: l’unica cosa certa è che si tornerà a scuola regolarmente ma io non ho ancora capito bene come funzioneranno le nuove regole sull’isolamento e sulla quarantena.
Quindi quello che sto per scrivere è frutto della nebbia che ho nella mia “testa tosta”.

POSITIVI E NEGATIVI
Se il numero degli alunni della classe è maggiore di zero (ad esempio: 25) allora si avrà un numero positivo che, in quanto tale, dovrà andare in isolamento e quindi quella cifra non potrà più essere usata all’interno della classe fino a quando non diventerà negativa (cioè: -25).
Se invece il numero degli alunni della classe è minore di zero allora il fatto è negativo perché quella classe non dovrebbe nemmeno esistere.
È positivo se in classe non ci sono alunni positivi, di conseguenza è negativo se in classe non ci sono negativi.
In presenza di un caso positivo in classe diventa tutto parzialmente negativo; invece con due casi positivi diventa completamente negativo anche il polo positivo della batteria dell’automobile dell’insegnante.
Per certificare la positività bisogna scattare una fotografia al naso dell’alunno e poi sviluppare il negativo; se il negativo restituisce esito positivo la situazione si fa negativa.
Al posto di una pellicola negativa si può anche usare una pellicola per diapositive quindi si avrà uno sviluppo in positivo anche se l’esito sarà negativo.

TAMPONI
Il tamponamento avviene quando un alunno non rispetta la distanza di sicurezza fra i banchi e va a scontarsi con il compagno davanti.
Chi viene tamponato deve compilare la constatazione amichevole di incidente che è sempre una cosa positiva.
Se invece ci si è assicurati che il tamponatore non è assicurato, la faccenda si fa negativa.

TEST ANTIGENICO
Nelle classi dove c’è un positivo si applica la sorveglianza con il test antigenico che sarà effettuato su carta igienica.
Vista la scarsità di carta igienica nelle scuole, questa potrà essere riciclata. Se la carta igienica per il test antigenico è riciclata, la lettura dei dati da parte degli addetti non renderà la loro una giornata positiva: questo metodo, anche se è negativo per l’igiene, è positivo per il risparmio della carta.

AUTOSORVEGLIANZA

Per autosorveglianza si intende un processo, a cura del docente, che prevede la sorveglianza, giorno e notte, della propria automobile per 5 giorni, indossando una mascherina FFP2[1] e rispettando la distanza di sicurezza di due metri dalla cattedra in modo da non subire tamponamenti.

DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA
La DDI (Didattica Digitale Integrata) non va confusa con il DDT (Dicloro-Difenil-Tricloroetano) poiché il DDT è un’insetticida che veniva usato contro la malaria mentre la DDI è stata inventata per non installare, nelle aule scolastiche, impianti di ventilazione adeguati per combattere la mal’aria e di conseguenza il diffondersi del virus.
Usufruiranno della DDI (Didattica Digitale Integrata), per la durata di cento di questi giorni, gli alunni che sono stati vaccinati con latte vaccino.
Gli alunni vegani, seitanizzati (cioè vaccinati) con il latte di seitan, usufruiranno invece della DAI (Didattica Amarognola Indigesta) per la durata di un mercoledì da leoni.
Gli alunni ferraresi non vaccinati ma con intolleranze alle penne blu (ma anche alle penne all’amatriciana e alle penne di gallina) o con allergie ai banchi di scuola (ma anche ai banchi di nebbia e ai banchi di pesci) potranno usufruire della DEI (Didattica Estense Intollerante) per la durata di 44 giorni, in fila per 6 col resto di 2.

Si fa per scherzare, ovviamente, anche se c’è ben poco da scherzare in una situazione come questa.
In sintesi, quello che voglio dire è che la scuola ha fatto il suo dovere fin dall’inizio di questa brutta pandemia impegnandosi moltissimo.
Vorrei però chiedere a certi politici: oltre a spostare i banchi di qualche centimetro per poi riavvicinarli, a regalare mascherine chirurgiche ai bambini e alle bambine che in pochi indossano perché sono larghissime e a giocare a tombola con il numero dei positivi, voi cosa avete fatto per poter garantire la scuola in presenza?
Ad esempio, avreste potuto (e potreste ancora) montare nelle scuole impianti di ventilazione preoccupandovi della qualità dell’aria.
Potreste ridurre il numero di alunni per classe.
Potreste assegnare personale adeguato.
Potreste prevedere di nuovo la figura del medico negli istituti scolastici.
Potreste inviare mascherine FFP2 a tutti.
Potreste…. ma ormai lo abbiamo visto tutti che non l’avete fatto e abbiamo capito che non lo farete perché preferite “tamponare” (male) l’emergenza piuttosto che prevenire (bene) immaginando le scuole del futuro.
Anche per questo non mi abituerò mai a questa politica che ha il PIL sullo stomaco e che si interessa solo dei voti ma non dei volti delle persone.

Qui le nuove misure del MIUR per la gestione dei casi di positività.

Mi dicono che lo schema sopra proviene dal sito dell’ASL Ferrara mentre i seguenti da quello di Tecnica della Scuola

[1] Per chiarezza, si precisa che il significato dell’acronimo FFP2, deciso dal ministero, è Forse Facciamo Pena 2 volte.